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Torna in forma dopo il parto con la dieta personalizzata di Ok!

Come perdere i chili di troppo presi durante la gravidanza? La novità viene dalla dieta personalizzata di Ok-Salute.it powered by Melarossa, il sito che ti segue step by step nella perdita del peso, ti offre la consulenza di nutrizionisti esperti e ti propone una dieta personalizzata completamente gratuita…a misura di mamma!

PROVA SUBITO LA DIETA PERSONALIZZATA

 

 

Per molte neo-mamme tornare in forma dopo il parto è un’impresa ardua. Il piccolo assorbe tutte le energie e la tendenza è quella a trascurare se stesse. Nel cibo si cercano tutte le energie possibili per affrontare al meglio la nuova emozionante (ma anche stancante) vita col bambino, e così si mangia e si mangia, senza badare alle conseguenze che queste “abbuffate” possono avere sul proprio fisico.

 

Più energie per seguire il proprio bambino

Stare attente a ciò che si mangia e perdere i chili in eccesso non è solo una questione estetica: tornare in forma significa soprattutto avere il giusto apporto energetico e più energie da spendere con il proprio bambino. Sentirsi in forma vuol dire reggere meglio i ritmi e nutrirsi in modo equilibrato vuol dire evitare il rischio di disturbi quali stanchezza cronica, sonnolenza, stress…

Come fare?

Melarossa ti propone un servizio di dieta personalizzata gratuita su misura per te.

La dieta, che riceverai regolarmente via mail, è ideata con la supervisione scientifica della Società italiana di scienza dell'alimentazione (Sisa) e ti permetterà di dimagrire in modo graduale e sano.

Come iniziare la dieta:

1)      Clicca qui e vai sul sito di Ok-Salute.it, il sito di salute e benessere patrocinato dalla fondazione Umberto Veronesi;

2)      Segui le indicazioni “iscriviti gratis” e accedi alla scheda per la valutazione delle tue caratteristiche fisiche;

3)      Completa i vari passaggi: ricevi subito un feedback sul tuo indice di massa corporea, stabilisci il tuo obiettivo di peso, indica le tue attività quotidiane e le tue preferenze alimentari

4)      Decidi con che frequenza ricevere la mail con il tuo “menu” di dieta

5) Sei pronta per essere seguita nel tuo percorso di dimagrimento e benessere!

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Le piccole frustrazioni aiutano a crescere - Come comportarsi

Su questo terreno si inserisce il delicato ruolo dell’educazione che, da un lato, deve tenere conto dell’importanza della frustrazione per lo sviluppo psicologico del bambino, ma dall’altro  deve contenere il disagio che il bambino vive, senza trasformarlo in un trauma.

- E’ importante quindi che, nei primi mesi di vita, la madre non entri in ansia soddisfacendo o addirittura prevenendo tutte le richieste del neonato, in quanto questo comportamento ostacolerebbe lo sviluppo  della capacità del bambino di separarsi da lei.

- E’ però altrettanto importante che la madre sia sollecita e attenta alle esigenze fondamentali del neonato. Lasciarlo piangere troppo a lungo, nel rispetto di un assurdo intento educativo, può servire ad abituare il bambino al silenzio, ma è un silenzio carico di angoscia, di sfiducia  nei confronti del mondo intero, che accompagnerà il bambino per tutta la vita.

Col passare del tempo, l’educazione deve confermarsi su questa posizione, senza cedimenti verso una pericolosa permissività, ma anche atteggiamenti inutilmente severi. Se i genitori invece di assecondare ogni richiesta del bambino indiscriminatamente, per paura di farlo soffrire, lo abitueranno ai divieti, ai piccoli rinvii, ad accogliere le spiegazioni di un “no”, lo aiuteranno a raggiungere quel grado di autonomia indispensabile a sviluppare un sano rapporto col mondo esterno.


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FASI EVOLUTIVE




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Le piccole frustrazioni aiutano a crescere - Le fasi evolutive

Le prime frustrazioni che il bambino incontra appena nato sono quelle legate allo stimolo della fame. Il neonato affamato si risveglia dal suo lungo sonno e piange. Il suo bisogno non viene soddisfatto immediatamente, come avveniva nell’utero della madre; è proprio durante il ciclo naturale della nutrizione che nasce il senso di disagio e impotenza. Dal momento che, in questa fase, confonde ancora se stesso con il seno della madre, il lattante è in grado di sopportare solo frustrazioni minime. Se la madre ritarda troppo nel soddisfare il suo desiderio di essere nutrito, il neonato può vivere questa attesa in modo traumatico.

Dopo i primi mesi, tra il momento frustrante dell’attesa e quello in cui viene soddisfatto lo stimolo della fame, il bambino comincia a inserire i primi pensieri, le prime fantasie e inizia a fare quei giochi, con le mani e con la copertina, che gli permettono di sopportare la frustrazione. Inoltre, comincia a stare sveglio per periodi più lunghi  e a ricorrere al pianto non soltanto per manifestare la fame, ma anche per attirare l’attenzione della madre. Durante questo passaggio, il bimbo scopre che non sempre la mamma è presente ed è proprio questa scoperta frustrante che lo aiuta a comprendere di essere separato da lei. Per queste ragioni, la comparsa della frustrazione è stata definita dal grande psicoanalista Renè Spitz “il più potente catalizzatore di evoluzione di cui dispone la natura”.


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COME COMPORTARSI


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Le piccole frustrazioni aiutano a crescere

La frustrazione quel sentimento che il bambino prova quando non trova risposta ai suoi desideri. Anche se nel linguaggio comune questa parola evoca valenza negative, nel percorso evolutivo del bambino la frustrazione è un’esperienza indispensabile e fondamentale per lo sviluppo del suo  apparato psichico e per la formazione di una personalità autonoma



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Nessun allarme. E' la sesta malattia! - Qualche consiglio in più

La possibilità di ammalarsi è presente tutto l’anno: in ogni caso, la sesta malattia si manifesta più diffusamente nei mesi in cui il bambino è esposto al contatto con i coetanei, soprattutto se frequenta comunità e luoghi affollati come l’asilo nido. Per tutta la durata dell’infezione, il bimbo dev’ essere tenuto a casa in una stanza riparata, così da non esporlo a sbalzi di temperatura o a correnti d’aria. La completa scomparsa dell’esantema indica la guarigione del piccolo che potrà manifestare però ancora un po’ di insofferenza o nervosismo. In tal caso, può essere consigliabile tenerlo riguardato ancora per un po’, evitando di farlo uscire subito, in modo che possa riprendersi.


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