In gravidanza
Dinosauri alla riscossa!
E' tornata l'era dei dinosauri e sono venuti a trovarci a Pubblibaby!
Guarda tutti i simpatici dinosauri nella galleria in basso e scarica tutte le immagini che ti piacciono cliccando sulla cartella qui sotto!
Troverai cartoline dedicate al nuovo arrivo del tuo piccolo e ai suoi compleanni!
E se vuoi personalizzare le immagini con il nome del tuo cucciolo, vai nella sezione dedicata che trovi cliccando qui e richiedici la dedica gratuita!
( 1 Vote )
Parto: La maternita, la visita e il ricovero
L'arrivo alla maternità
E’ sempre un momento carico di aspettative e di timori, ma è comunque un bel momento: solitamente si conosce il luogo in cui si va a partorire, si conoscono i medici e a volte, grazie anche ai corsi di preparazione al parto, si fa amicizia con qualche infermiera od ostetrica. La presenza di una persona cara, preferibilmente il padre del bambino, è indispensabile perché a lui spetterà il compito di espletare le pratiche burocratiche del ricovero e di stare accanto alla propria compagna nel caso dovesse attendere un po' per la visita. Frequentemente, infatti, i travagli di parto iniziano tutti insieme e l'accettazione del reparto maternità può essere un po' congestionata.
La visita
La vita verrà effettuata dal medico o dall'ostetrica di guardia, che dovranno controllare:
• La frequenza del polso, la pressione arteriosa e la temperatura corporea;
• la presenza o meno di albumina nelle urine;
• il volume dell'utero;
• come è messo il bambino dentro l'utero, mediante la palpazione esterna;
• la dilatazione del collo dell'utero;
• la presentazione del bambino, cioè se si presenta al canale del parto con la testa, il podice o la spalla;
• la rottura o meno delle membrane;
• la presenza del battito cardiaco fetale e delle contrazioni uterine mediante la loro registrazione.
Il ricovero
La mamma viene ricoverata quando:
• iniziano a esserci contrazioni valide, con conseguente modificazione della cervice uterina;
• c'è stata la rottura delle membrane;
• abita lontano dall'ospedale e ci sono problemi di traffico, anche se il travaglio non è ancora iniziato;
• ha problemi psicologici e-o sociali;
• si evidenzia la situazione patologica della gravidanza.
La decisione di rimandare a casa una donna che non ha ancora iniziato il travaglio sarà comunque presa solo dopo aver eseguito un'anamnesi accurata, un esame clinico generale e ostetrico completi e una registrazione cardiotocografica (rilievi del battito cardiaco fetale e delle contrazioni dell'utero) di almeno 30-40 minuti.
- Parto: Sarà sano? Farò in tempo?
- Parto: Ci sarà un intervento? Useranno medicine? Il bambino soffrirà?
- Parto: Le contrazioni? E il cesareo?
- Parto: Quando andare in ospedale? Avro' trasfusioni?
( 1 Vote )
Parto: Quando andare in ospedale? Avro' trasfusioni?
Quando andare in ospedale?
Ci si deve recare alla maternità per il ricovero quando il travaglio è iniziato. L'inizio del travaglio non è identico per tutte le donne e per tutte le gravidanze: per questo, in caso di dubbi, è comunque preferibile andare in ospedale per il controllo.
Segni che possono indicare il travaglio imminente:
1 la perdita del tappo mucoso: è una secrezione vischiosa abbondante, nella maggior parte dei casi mista a qualche striatura rosato brunastra; indica che il collo dell'utero si sta modificando.
2 le contrazioni che diventano regolari: durano all'incirca 40 secondi, con un intervallo di 5-10 minuti e sono presenti da almeno due ore.
3 la partita delle acque: un liquido tiepido che esce dalla vagina, anche senza contrazioni.
Si dovrà subire una trasfusione?
È la paura di ricevere sangue infetto; per questo motivo sempre più donne chiedono di depositare il loro sangue preventivamente.
Il parto, nella stragrande maggioranza dei casi, non è una situazione che porta necessariamente a dover esibire una trasfusione: per fare un esempio, in una maternità che conta 2000 parti all'anno, solo due donne possono avere la necessità di una trasfusione. Se si ha la necessità di essere sottoposti a trasfusione per problemi ostetrici, il fabbisogno di sangue è così alto da non giustificare un deposito cautelativo di uno o due flaconi (possono non essere sufficienti). Infine, con i severi controlli che si attuano, il rischio di ricevere sangue infetto è molto basso.
- Parto: Sarà sano? Farò in tempo?
- Parto: Ci sarà un intervento? Useranno medicine? Il bambino soffrirà?
- Parto: Le contrazioni? E il cesareo?
- Parto: La maternita, la visita e il ricovero.
( 0 Votes )
Parto: Le contrazioni? E il cesareo?
Saranno sopportabili le contrazioni?
Quasi tutte hanno il timore di non sapersi controllare durante il travaglio: di perdere la testa, di fare brutta figura con il medico.
Questa paura a volte è alimentata dai racconti tragici di qualche amica: contrazioni insopportabili per più di 24 ore, dolori più forti di quelli di una colica renale, eccetera.
La realtà è diversa; le contrazioni sono sì dolorose, ma la natura offre gli strumenti utili per affrontarle: inoltre, i corsi di preparazione al parto sviluppano questi meccanismi.
Anche nel caso il dolore non venisse proprio tollerato, ci sono oggi molte possibilità mediche per rendere le contrazioni ben sopportabili.
Sarà un parto cesareo?
Se alcune donne si augurano di partorire con il parto cesareo, la maggior parte desidera partorire per le vie naturali: vuole cioè vivere fino in fondo l'esperienza di dare la vita.
Se l'aspirazione più diffusa è quella di partorire secondo la regola, è vero che bisogna anche essere preparate a un eventuale intervento.
- Parto: Sarà sano? Farò in tempo?
- Parto: Ci sarà un intervento? Useranno medicine? Il bambino soffrirà?
- Parto: Quando andare in ospedale? Avro' trasfusioni?
- Parto: La maternita, la visita e il ricovero.
( 0 Votes )
Parto: Ci sarà un intervento? Useranno medicine? Il bambino soffrirà?
Nel corso del travaglio verranno usate eventualmente medicine?
Molte donne hanno il timore che il parto, evento naturale, venga per forza di cose medicalizzato.
Nella realtà il ricorso a farmaci e a tecniche ostetriche e il più delle volte effettuato dai medici per aiutare la donna in questo momento particolare. La flebo con l'ossitocina, la rottura della borsa delle acque, l'anestesia peridurale, lo stimolare il parto sono aiuti per accelerare il parto e per sentire "meno male".
È l'ostetrico, con tutto il personale della sala parto, che deve far accettare di buon grado la medicalizzazione, nei casi in cui si rendesse necessaria.
Ci sarà un intervento?
Parlando di interventi durante il travaglio e il parto si intendono alcune manovre che possono rendersi necessarie per aiutare la nascita: l’episiotomia, le spinte sulla pancia (manovra di Kristeller), la dilatazione manuale del collo dell'utero e l'applicazione della ventosa ostetrica.
Il timore è che queste procedure possano in qualche modo essere delle torture che arrecano danno al bambino; in realtà questi atti medici, se usati secondo le loro corrette indicazioni, possono essere un validissimo aiuto per mamma e bambino.
Il bambino soffrirà?
La paura che il bambino possa soffrire, in realtà è la paura di affrontare il travaglio e il parto. Ecco spiegato perché, con questo pretesto, alcune donne chiedono al ginecologo il parto cesareo.
- Parto: Sarà sano? Farò in tempo?
- Parto: Le contrazioni? E il cesareo?
- Parto: Quando andare in ospedale? Avro' trasfusioni?
- Parto: La maternita, la visita e il ricovero.
( 0 Votes )
Facebook
Twitter















.jpg)

