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Prime conquiste senza fretta - L’APPUNTAMENTO CON IL VASINO

Imparare a usare il vasino è un’altra importante conquista per la completa autonomia dle piccolo, perché segna il passaggio a una nuova consapevolezza delle funzioni del proprio corpo. Alcuni bambini la sviluppano prima di altri, ma attenzione non è il caso di tentare di abituarli prima che abbiano raggiunto i 20 mesi.

PERCHE’?

Fino ai 18 mesi circa, il bambino non dimostra alcun interesse per quel che accade alla sua vescica e al suo intestino: si svuotano automaticamente, senza che egli sia in grado di prevederlo. Metterlo sul vasino in questo periodo, quindi, non servirebbe a niente, per lui sarebbe semplicemente un nuovo oggetto su cui sedersi. E il fatto che magari, qualche volta, l’operazione può riuscire ugualmente è soltanto un caso.

E'’ verso i 2 anni che il bambino è in grado di comprendere quando “trattenere” oppure “lasciar andare”, ad anticipare il bisogno prima che sia troppo tardi e avvertire l’adulto di quanto sta per accadere.
Comunque, anche in questo, ogni bambino ha i suoi tempi, quindi è sbagliato fargli fretta: se la mamma si ostina ad anticipare l’educazione al vasino, si può verificare un rifiuto da parte del piccolo, con qualche problema di stitichezza.


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Prime conquiste senza fretta - SARA’ PRESTO PER CAMMINARE?

La seconda grande rivoluzione che il bambino affronta nel primo anno di vita è l’indipendenza motoria.
Infatti,  a partire dal sesto mese in poi, le conquiste in questo ambito sono all’ordine del giorno: rotola, riesce pian piano a sedersi, striscia, gattona, tenta di alzarsi in piedi. Verso gli 8-9 mesi, se il bambino è in piedi e lo si sostiene per le braccia, muove le gambe accennando qualche passo.
Tuttavia, i genitori non devono avere fretta. Non è il caso di spronarlo a camminare, in genere si tratta ancora di un esperimento: occorre attendere qualche mese per stimolarlo a muovere i primi passi.

PERCHE’?

Lo sviluppo motorio del bambino è soggettivo e dipende da vari fattori, tra i quali la struttura fisica e il carattere.
E’ molto importante non forzare il piccolo a compiere movimenti, per il quale il fisico non è ancora pronto. Anche la componente psicologica ha il suo peso: i primi tentativi di camminare comportano diverse cadute, che possono spaventarlo. Verso i dodici mesi il bambino è pronto per il distacco dalla mamma.  Comincia a spostarsi e a cercare nuove strategie diverse dal gattona mento. Ecco allora che tenta i suoi primi passi:  ci sono bimbi prudenti, che si esercitano all’infinito prima di fare solo un tentativo; altri, invece, più spericolati che si buttano allo sbaraglio senza alcun  timore di cadere.
A volte, qualche bambino non cammina prima dei 14-15 mesi, ma non c’è da preoccuparsi, significa che non si sente ancora pronto. Devono essere i bambini a stabilire quando è il momento giusto per questa esperienza, solo così ci sarà la garanzia che l’approccio con il camminare sia quello giusto.


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Anche per i bambini alimentari con latte artificiale è sconsigliato iniziare lo svezzamento prima del sesto mese. Solo a questa età, infatti, il piccolo è pronto, fisicamente e psicologicamente, ad accettare novità che cambieranno completamente il suo stile di vita.

PERCHE’?

Lo svezzamento porta  un doppio distacco: dal latte e dal rito delle poppate.
Si è già detto che fino al sesto mese l’organismo del bambino non è pronto a ricevere altri alimenti e che anticipare questo appuntamento significa esporlo a problemi digestivi  e ad allergie. Ma, esattamente come per i bambini allattati al seno, lo svezzamento comporta un cambiamento di notevole entità.  Il bambino vive la poppata come un’insieme di sensazioni piacevoli: il contatto col corpo della mamma, il piacere di succhiare, la soddisfazione di potersi finalmente saziare. Con lo svezzamento tutto questo finisce e, sicuramente, ciò che gli viene proposto in cambio non è così gratificante: un seggiolone al posto dell’abbraccio materno, un duro cucchiaio invece del seno o della tettarella, nuovi sapori che non possono competere con il dolce e tiepido latte. Prima del sesto mese questo cambiamento sarebbe difficile da affrontare: è, infatti, in questo periodo che il bambino esce dalla fase di simbiosi con la mamma, con cui fino ad ora ha vissuto in totale fusione, per iniziare a sviluppare la propria personalità e rendersi conto che la mamma non forma un tutt’uno con lui.


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Prime conquiste senza fretta - FINO AL 6° MESE

La prima tappa importante nello sviluppo del bambino è senz’altro lo svezzamento. Per i piccoli lattanti al seno questo distacco non dovrebbe avvenire prima del sesto mese, cioè a 5 mesi compiuti.

PERCHE’?

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, il latte materno dovrebbe essere l’unico alimento somministrato al bambino nei primi 6 mesi di vita. E’ altamente digeribile, costituito da una perfetta combinazione di proteine, zuccheri, grassi, acqua, vitamine e sali minerali e, da solo, risponde al fabbisogno nutrizionale del piccolo. Inoltre, via via che il bambino cresce, la composizione del latte varia, assecondando così le specifiche esigenze di ciascuna fase dello sviluppo. In più, grazie alla presenza di fattori di difesa (come le immunoglobuline e le lattoferrine), il latte materno protegge anche da virus e batteri. Sottrarre il piccolo a questo perfetto sistema alimentare prima del tempo, significa renderlo più vulnerabile all’attacco di agenti estern1 ed esporlo  più facilmente alle malattie.
E’ soltanto a 5 mesi compiuti, inoltre, che il bambino acquista una maggiore maturità digestiva, che gli permette di assimilare altri cibi oltre al latte. Infatti, non a caso, è proprio in questo periodo che gli esperti consigliano di iniziare ad affiancare al latte materno i primi nuovi alimenti.
All’inizio del 6° mese, quindi, si può iniziare lo svezzamento, rispettando, però, i tempo e i modi consigliati dal pediatra: solo così facendo la novità non creerà problemi e rischio di reazioni allergiche serie. Certo, importante è la risposta del piccolo: se mostra di non gradire la prima pappa, si può tranquillamente rimandare lo svezzamento di qualche settimana.


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Prime conquiste senza fretta

Sono davvero tanti i progressi che compiono i bambini nei primi mesi di vita, ma è importante non forzarli: cercare di anticipare le tappe è inutile.

Qual è il momento giusto per smettere di allattare al seno? E quello più adatto per svezzare il bambino? A che età è consigliabile levargli il pannolino? Sarà pronto per camminare? Sono molti i dubbi che assillano le mamme, combattute tra il desiderio di rispettare le regolari fasi dello sviluppo del loro piccolo, ma nello stesso tempo anche ansiose di aiutarlo a diventare più indipendente.



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